n. 18

anno V - aprile-giugno 2004 - pp. 160 - € 7.50

• Direttore: Roberto De Caro
• Redazione:
Gaspare De Caro, Michelangelo Gabbrielli, Antonello Lombardi, Elio Matassi, Elisabetta Pistolozzi, Andrea Schiavina, Valeria Tarsetti
• Hanno collaborato a questo numero:
Ennio Abate, Felice Accame, Enzo Albano, Marco Angius, Umberto Artioli, Giorgio Battistelli, Cesare Battisti, Alberto Beneventi, Claudio Bolzan, Pier Augusto Breccia, Massimo Cappitti, Franco Cavallo, Centro Studi Mozartiano, Giorgio Ciommei, Bruno Conte, Luca Cori, Valerio Evangelisti, Danilo Faravelli, Gian Andrea Franchi, Nevio Gàmbula, Andrea Garbuglia, Paolo Godani, Paolo Guzzi, Hans-Josef Irmen, Mario Lunetta, Anna Maria Mazzoni, Massimo Melloni, Kurt Meyer, Giuliano Mesa, Cesare Milanese, Giuliana Montanari, Francesco Muzzioli, Michela Niccolai, Dimitri Papanikas, Marilena Pasquali, Gabriele Rossi-Rognoni, Renzo Rosso, Oreste Scalzone, Salvatore Sciarrino, Marina Toffetti, Pierfranco Vitale, Wu Ming 1, Maurizio Zanolli
In copertina: Bruno Conte, Vegesonanze (2004)




Strumenti musicali
• Il Museo degli Strumenti Musicali della Galleria dell’Accademia di Firenze di Gabriele Rossi-Rognoni

Pagina senza nome

Nel maggio del 2001 è stato aperto al pubblico il Museo degli Strumenti Musicali della Galleria dell’Accademia di Firenze, che custodisce oggi l’intera collezione storica del Conservatorio di Musica «Luigi Cherubini», nota soprattutto per gli strumenti provenienti dalle collezioni medicee e lorenesi.

Scopo del nuovo museo è integrare la conservazione con l’accessibilità degli strumenti, la ricerca storico-scientifica e l’attività didattica raccogliendo gli stimoli e le necessità provenienti da musicisti, costruttori, studiosi e dagli oltre cinquemila visitatori annui provenienti da tutto il mondo.

La sede che ospita il museo, la Galleria dell’Accademia, è nota innanzitutto per le statue michelangiolesche – il David, i quattro Prigioni e la Pietà da Palestrina – per cui essa fu creata alla fine dell’Ottocento. L’Accademia, però, ospita altre collezioni di straordinaria importanza e ignote alla massa dei grandi flussi turistici, come la grande raccolta di dipinti tardo gotici fiorentini e una delle più rilevanti raccolte di icone russe esistenti al di fuori dell’ex-Unione Sovietica. A queste si è aggiunta, nel 1996, la straordinaria collezione di oltre quattrocento strumenti musicali antichi ottenuta in comodato dal Conservatorio di Musica di Firenze.

L’accordo che ha permesso la creazione del museo fu voluto dall’allora Ministro ai Beni Culturali Antonio Paolucci e dal Ministro alla Pubblica Istruzione Giancarlo Lombardi e realizzata con straordinaria determinazione da Franca Falletti, attuale direttrice del museo e della Galleria, e da Giuseppe Manzotti, al tempo Presidente del Conservatorio, superando tutte le difficoltà burocratiche e organizzative imposte da una collaborazione tanto delicata. La collaborazione di Renato Meucci, poi, fu determinante per delineare gli aspetti scientifici dell’operazione.

Tale accordo si è dimostrato, nel tempo, una soluzione efficace per permettere, dopo una lunga inaccessibilità, la regolare apertura al pubblico di una collezione di strumenti musicali che comprende alcuni tra i più famosi strumenti ad arco e a tastiera al mondo. In base ad esso, infatti, il Conservatorio ha mantenuto la proprietà sugli strumenti a cui era storicamente legato sin dagli anni dell’Unità d’Italia, mentre all’adiacente Galleria dell’Accademia sono state affidate le responsabilità conservative e gestionali che ben si adattavano, come è intuitivo, a una struttura museale già avviata e di grandi dimensioni.

Ne è nato un rapporto stretto e positivo di collaborazione artistica e didattica tra i due enti, che coinvolge docenti, allievi e personale scientifico ripristinando un’unità in cui i due istituti erano nati.


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