n. 20

anno V - ottobre-dicembre 2004 - pp. 224 - € 7.50

• Direttore: Roberto De Caro
• Redazione:
Massimo Cappitti, Gaspare De Caro, Michelangelo Gabbrielli, Antonello Lombardi, Elio Matassi, Elisabetta Pistolozzi, Andrea Schiavina, Valeria Tarsetti
• Hanno collaborato a questo numero:
Ennio Abate, Felice Accame, Marco Angius, Simone Azzoni, Alberto Beneventi, Claudio Bolzan, Pier Augusto Breccia, Centro Studi Mozartiano, Giorgio Ciommei, Bruno Conte, Valerio Cordiner, Agostino Di Scipio, Sergio Endrigo, Danilo Faravelli, Gian Andrea Franchi, Nevio Gāmbula, Stefano Garroni, Gianluca Giachery, Hans-Josef Irmen, Mario Lunetta, Sandro Luporini, Milena Massalongo, Daniel H. Mazzei, Massimo Melloni, Kurt Meyer, Cesare Milanese, Giorgio Monari, Marilena Pasquali, Paolo Persichetti, Mario Pischedda, Mario Quattrucci, Francesco Ranci, Anna Rocco, Marina Toffetti, Pierfranco Vitale, Maurizio Zanolli
In copertina: Alberto Beneventi, Delta (2003)




Dossier Argentina
• La missione militare francese nella Scuola superiore di guerra e le origini della Guerra Sporca, 1957-1962 di Daniel H. Mazzei

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L’esercito argentino subì grandi trasformazioni durante la seconda metà degli anni Cinquanta. Dopo che fu rovesciato il generale Perón, nel settembre del 1955, il settore «liberale» dell’esercito cercò di sostituire la vigente Doctrina de Defensa Nacional, mentre iniziava un profondo processo di «deperonizzazione», che comportò il ritiro di almeno 500 ufficiali e migliaia di sottufficiali tra il 1955 e il 1958. Nel quadro della sostituzione della dottrina della difesa si rivolse un maggior interesse a nuove forme di guerra, non tradizionali, nate nell’ambito della guerra fredda: la guerra nucleare o atomica e la guerra rivoluzionaria. In tale contesto si cancellò, definitivamente, l’influenza tedesca sull’esercito argentino, sostituita dal predominio delle tradizioni militari nordamericana e francese. L’influenza nordamericana dipese dal ruolo dominante esercitato dall’esercito statunitense dopo la seconda guerra mondiale e in particolare dall’incorporazione nell’ambito dottrinale della problematica connessa alla guerra atomica o nucleare. D’altra parte la tradizione militare francese accentuò le sue relazioni con l’esercito argentino, stabilite sin dal governo di Perón e divenute dominanti durante il periodo 1957-1962.
La graduale riconversione della dottrina di difesa e lo studio di queste nuove forme di guerra cominciarono nella Scuola superiore di guerra (ESG), principale centro di formazione teorica dell’esercito e ambito naturale nel quale meglio e più rapidamente si manifestano tali cambiamenti. Il rinnovamento tematico, programmatico e pedagogico della Scuola superiore di guerra cominciò intorno al 1957 e si riflesse – immediatamente – nel suo principale organo di diffusione, la Revista de la Escuela superior de guerra. Fino ad allora gli articoli di questa pubblicazione trimestrale erano a preferenza dedicati alla storia militare argentina del secolo XIX e alla seconda guerra mondiale. A partire dal 1957 i temi si diversificarono e si prestò maggiore attenzione alle «nuove forme di guerra»: la guerra atomica e la guerra rivoluzionaria. In quest’ultimo caso – di cui ci occuperemo in questo articolo – tutte le fonti consultate indicano che il vero ispiratore dell’orientamento verso le dottrine francesi sulla guerra rivoluzionaria fu il colonnello Carlos Jorge Rosas. Questo prestigioso ufficiale dell’arma degli Ingenieros era stato aggregato militare in Francia e allievo della École superieure de guerre di Parigi fino al 1955. Nel 1957 fu nominato insegnante di tattica e strategia e vicedirettore della Scuola superiore di guerra. In tale ruolo fu il responsabile dell’aggregazione alla Scuola di una missione militare francese portatrice delle nuove dottrine sviluppate dall’esercito francese alla luce dell’esperienza delle guerre coloniali d’Indocina (1946-1954) e d’Algeria (1954-1962).
Obiettivo del presente lavoro è lo studio dell’influenza dottrinale e metodologica dell’esercito francese sull’esercito argentino tra il 1957 e il 1962, non solo a partire dall’attività della missione militare nella Scuola superiore di guerra, ma anche dall’esperienza dei militari argentini che frequentarono corsi in Francia, principale destinazione degli ufficiali che si abilitarono all’estero durante questa fase. Pertanto comincerò col descrivere la particolare situazione dell’esercito francese nel secondo dopoguerra. Quindi, nella seconda parte, esaminerò il compito assolto dalla missione francese nella Scuola superiore di guerra e quello degli ufficiali argentini che frequentarono le aule francesi. Nella terza parte svilupperò i concetti di guerra rivoluzionaria e guerra sovversiva, che mi permetteranno poi di mettere in relazione il ruolo della popolazione nella guerra rivoluzionaria con la ridefinizione del nemico, lo sviluppo della «comunità informativa» e, infine, gli argomenti che indussero i francesi prima e gli argentini poi a giustificare la pratica della tortura. A conclusione traccerò un bilancio dei cambiamenti sperimentati dall’esercito argentino e del significato sia dell’annessione della dottrina della guerra rivoluzionaria sia dell’introiezione di una serie di princìpi e pratiche che avrebbero avuto drammatiche conseguenze per la società argentina durante gli anni Settanta… (segue)


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