n. 20

anno V - ottobre-dicembre 2004 - pp. 224 - € 7.50

• Direttore: Roberto De Caro
• Redazione:
Massimo Cappitti, Gaspare De Caro, Michelangelo Gabbrielli, Antonello Lombardi, Elio Matassi, Elisabetta Pistolozzi, Andrea Schiavina, Valeria Tarsetti
• Hanno collaborato a questo numero:
Ennio Abate, Felice Accame, Marco Angius, Simone Azzoni, Alberto Beneventi, Claudio Bolzan, Pier Augusto Breccia, Centro Studi Mozartiano, Giorgio Ciommei, Bruno Conte, Valerio Cordiner, Agostino Di Scipio, Sergio Endrigo, Danilo Faravelli, Gian Andrea Franchi, Nevio Gāmbula, Stefano Garroni, Gianluca Giachery, Hans-Josef Irmen, Mario Lunetta, Sandro Luporini, Milena Massalongo, Daniel H. Mazzei, Massimo Melloni, Kurt Meyer, Cesare Milanese, Giorgio Monari, Marilena Pasquali, Paolo Persichetti, Mario Pischedda, Mario Quattrucci, Francesco Ranci, Anna Rocco, Marina Toffetti, Pierfranco Vitale, Maurizio Zanolli
In copertina: Alberto Beneventi, Delta (2003)




Dossier Argentina
• Figure della sovversione. Due lettere di Rodolfo Walsh

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Rodolfo Jorge Walsh nacque nel 1927 a Choele-Choel, in Patagonia, nella provincia di Río Negro. Dagli anni ’40 a Buenos Aires, accreditato giornalista e noto scrittore di romanzi e racconti polizieschi, nel solco di una tradizione argentina promossa da Jorge Luis Borges e Adolfo Bloy Casares (tra gli altri Diez cuentos policiales, 1953; Variaciones en rojo, 1953: Variazioni in rosso, Sellerio, Palermo 1998), di altra narrativa (Los oficios terrestres, 1965; Un kilo de oro, 1967; Un oscuro día de justicia, 1973) e di testi teatrali (La granada, 1965; La batalla, 1965). Importanti i suoi libri-inchiesta, rivolti a restituire episodi in tempi diversi del terrorismo di Stato (Operación masacre, 1957: Operazione massacro, Sellerio, Palermo 2002; ¿Quién mató a Rosendo?, 1969; El caso Satanowski, 1973). La prima inchiesta – sulla fucilazione clandestina in una discarica da parte della polizia, nel giugno del 1956, di un gruppo di militanti peronisti accusati di sovversione contro il governo del generale Aramburu – diede una forte accentuazione all’impegno politico di Walsh. «Operación Masacre – scriveva – ha cambiato la mia vita. Ho compreso, mentre vi lavoravo, che al di là delle mie intime perplessità esisteva un minaccioso mondo esterno». Alla fine degli anni ’50, interessato all’esperimento castrista, insieme a Gabriel García Márquez lavorò all’Avana nell’agenzia di stampa Prensa latina. Tornato a Buenos Aires si avvicinò al movimento peronista. Alla morte di Perón entrò tra i montoneros di cui fondò il quotidiano Noticias, che arrivò a tirare 130.000 copie. Espresse tuttavia pubblicamente il suo dissenso e il suo pessimismo sulla deriva militarista del movimento. Entrato in clandestinità dopo il colpo di Stato, si impegnò nel lavoro di controinformazione, fondando l’Agencia de noticias clandestina (ANCLA). Dalla clandestinità scrisse le due lettere che qui si pubblicano. La prima, agli amici, per ricordare la morte della figlia María Victoria, militante montonera, suicida il 29 settembre 1976 per non cadere viva in mano ai militari. Di questa lettera recentemente ha dato pubblica lettura nell’Università de la Plata Hebe de Bonafini, presidente delle Madres de Plaza de Mayo, in una manifestazione a ricordo dei giornalisti desaparecidos. Il secondo documento è il bilancio politico e sociale di un anno di dittatura militare, in forma di lettera aperta alla giunta golpista. Fu riprodotto clandestinamente in moltissime copie da una ventina di dattilografi e largamente diffuso. Il giorno dopo, 25 marzo 1977, per la confessione di un compagno torturato, Walsh fu sorpreso in strada dai militari; rispose con una pistola al fuoco dei mitra. Ferito, fu portato in uno dei luoghi di tortura della marina militare, ma secondo testimonianze di detenuti sopravvissuti vi giunse cadavere.


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