n. 21

anno VI - gennaio-marzo 2005 - pp. 192 - € 7.50

• Direttore: Roberto De Caro
• Redazione:
Massimo Cappitti, Gaspare De Caro, Gian Andrea Franchi, Michelangelo Gabbrielli, Antonello Lombardi, Elio Matassi, Elisabetta Pistolozzi, Andrea Schiavina, Valeria Tarsetti
• Hanno collaborato a questo numero:
Ennio Abate, Marco Angius, Simone Azzoni, Luca Baiada, Antonio Baroncini, Alberto Beneventi, Pier Augusto Breccia, Salvatore Carbone, Giorgio Ciommei, Bruno Conte, Valerio Cordiner, Chetro De Carolis, Roberto Di Marco, El Pisto, Sergio Falcone, Michele Fasano, Nevio Gàmbula, Giuseppe Gullo, Roberto Illiano, Mario Lunetta, Sandro Luporini, Francesco Manzini, Milena Massalongo, Anna Maria Mazzoni, Massimo Melloni, Cesare Milanese, Emanuele Montagna, Giuliana Montanari, Federica Montevecchi, Michela Niccolai, Paola Pacifici, Marilena Pasquali, Paola Pertempi, Mario Pischedda, Nicoletta Poidimani, Fausto Razzi, Anna Rocco, Luca Sala, Sandro Sproccati, Marina Toffetti, Gianfranco Zàccaro, Maurizio Zanolli
In copertina: Maurizio Zanolli, «Gli sguardi cadono» (2004)




Pittura
• I vivi e i morti: il corpo come luogo dell’incontro (il colmo di umana ‘pietas’ nell’ultimo Caravaggio) di Marilena Pasquali

Dal 23 ottobre scorso è aperta al Museo di Capodimonte, a Napoli, la mostra Caravaggio: l’ultimo tempo 1606-1610, curata da Nicola Spinosa e promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano in collaborazione con la National Gallery di Londra.
Si tratta di una occasione unica per vedere tutti insieme riuniti gli ultimi, emozionanti capolavori dell’artista, ed anche se mancano tre opere fondamentali – La Madonna del Rosario del 1606-’07, San Gerolamo scrivente e La decollazione del Battista del 1608, non prestate, la prima, dal Kunsthistorisches Museum di Vienna e, le altre due, dall’Ordine dei Cavalieri di Malta –, la mostra si pone come appuntamento irrinunciabile per tutti coloro che amano Caravaggio, la pittura italiana dei secoli d’oro e, in sintesi, l’arte e la bellezza senza specificazioni né aggettivi. Sarebbe sufficiente a motivare la visita l’illuminante confronto fra le due Cene in Emmaus, o la sala –stordente per bellezza ed intensità – delle opere siciliane, la Resurrezione di Lazzaro, il Seppellimento di Santa Lucia e l’Adorazione dei pastori, così difficili da vedere anche singolarmente e raramente esposte insieme.
Non è mia intenzione addentrarmi in analisi specifiche d’ordine stilistico-iconografico sulle datazioni e sulle attribuzioni di queste opere, sia perché questo non è studio immediatamente di mia competenza, sia perché mi interessa piuttosto riportare sensazioni vissute a caldo, emozioni provate in presa diretta davanti ai dipinti, osservazioni che possono introdurre riflessioni forse valide per questo presente come per quello di quattrocento anni fa… (segue)


Vai al Sommario





© Copyright 2000-2019 Ut Orpheus Edizioni S.r.l. - Piazza di Porta Ravegnana 1 - 40126 Bologna (Italy)
R.E.A. Bologna n. 387145 - Cap. Sociale Eur 10.200,00 - R.I. Bologna - C.F./P. Iva 04320550371